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Scritto da Administrator   
Sabato 09 Gennaio 2010 08:55
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ripresa teleblu ALLARME MALAEDUCAZIONE

UNA RETE EDUCATIVA PER LA PREVENZIONE

Don Pino Ruppi risponde alle interviste dell'emittenti locali, in occasione degli ultimi avvenimenti di cronaca che hanno interessato il rione Candelaro.

La gente del Sacro Cuore ha voglia di vivere e di lavorare serenamente, senza paura.......

Ha voglia di passeggiare per le strade senza guardarsi con il sospetto di incappare in scene di violenza. Ha voglia di ridere e scherzare, di parlare con gli amici senza essere spettatori o vittime di delinquenza. Come tutti, ha voglia di vita! In questi giorni una coltre di paura ha preso il sopravvento. Nessuno ha voglia di passeggiare, nessuna ha voglia di ridere, nessuno ha voglia di parlare. Si fa presto a parlare di omertà, che è un male da combattere. Ma quanti di noi sono disposti a parlare in un contesto quotidiano di escalation violenta che arriva fino all’omicidio? Un escalation fatta di offese gratuite, di calunnie, di atti vandalici, di droga, di furti, di… omicidio. L’omertà è segno di paura. È un segnale inequivocabile che la gente dà alla società e alle sue istituzioni perché le prestino maggiore attenzione e fiducia, non per discriminare ma per incoraggiare. Foggia ha il dovere di interrogarsi.

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Non può chiudersi gli occhi e fare finta di non vedere come se questo quartiere non esistesse o non facesse parte della città. Foggia non può permettersi di lasciare indietro questa parte di società che è la più giovane della città. I giovani vanno educati, non abbandonati! Basta con i proclami, con le promesse. C’è bisogno di fatti positivi. La cultura della vita va educata giorno per giorno con l’apporto di tutti i soggetti che vogliono promuovere il bene della gente di un quartiere fatta di persone oneste ma stanche. La creazione di una rete educativa che sia efficiente ed efficace per educare alla vita, alla legalità, alla solidarietà può essere una risposta. Una rete sinergica fatta di istituzioni (civili, scolastiche, di polizia...) ed agenzie educative che punti sulla prevenzione (e non solo sulla repressione) e che abbia un programma chiaro e verificabile. L’educazione preventiva operata da una rete di sinergie istituzionali ed associative è un segnale concreto. Se diamo fiducia alla gente, se li circondiamo di attenzioni e cure, se nutriamo i giovani di fatti positivi non ci saranno omertà, paure, violenze. Foggia non solo avrà dato un segnale di elevata responsabilità civile ma soprattutto avrà recuperato un quartiere giovane che ha voglia di vivere e di crescere tenendo il passo dell’intera comunità cittadina.


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