Oratorio Per non dimenticare

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Oratorio
Scritto da Massimo Rosario Marino   
Martedì 12 Novembre 2013 17:42
Questo articolo è stato letto: 1108 volte

Parrocchia Sacro Cuore di GesùSono passati esattamente 14 anni da quando un palazzo, nel cuore della città di Foggia, crollava nelle prime ore dell’11 Novembre. La notizia fece il giro del mondo e tanti cittadini mossi da solidarietà e da una incredibile forza d’animo si impegnarono per scavare e salvare più vite possibili. In pochi secondi i sogni e i battiti di 67 vittime venivano sepolti in un cumulo di macerie, lasciando nella città una profonda ferita che, nonostante gli anni, continua ad essere viva e a fare male. Nei giorni successivi la città si è fatta forza e si è stretta attorno ai superstiti e alle famiglie delle vittime così sfortunate, dimostrando che una perdita così tragica non poteva essere dimenticata .

Anche quest’anno sono state molte le manifestazioni volte a ricordare quel tragico evento, eventi organizzati e patrocinati dall’amministrazione comunale e dai parenti delle vittime per celebrarne la memoria, tra queste diverse le iniziative che hanno visto la  partecipazione e il coinvolgimento della comunità del Sacro Cuore.

 

Sabato  9 novembre, alle 20.00, nella chiesa del Sacro Cuore, si è svolto il concerto in memoria delle vittime di viale Giotto del coro Jubilate Deo, diretto dal maestro Carmen Battiante, organizzato dalla Fondazione Banca del Monte.

Lunedi 11 novembre, come ogni anno, nel giorno della commemorazione, si è celebrata una Santa Messa  in memoria delle 67 vittime foggiane alla presenza delle autorità civili e militari, del sindaco e di alcuni assessori comunali e provinciali. Una celebrazione, partecipata dall’intera comunità parrocchiale, non una fredda consuetudine o una formale ricorrenza, ma una preghiera continua per le anime di quelle vittime, nostri parrocchiani, e per le loro famiglie.

 

La Santa Messa è stata preceduta dalla lettura dell'elenco dei nomi delle 67 vittime:

Angela , Lorenzo, Antonio, Maria, Daniela, Anna Milena, Maria Assunta, Fernando, Rocco, Francesca, Valentina, Paolo, Maria Rosaria, Maria Giovanna D´Angelo, Palmina, Raffaele, Michele, Assunta, Mattia, Matte, Raffaele, Antonio, Addolorata, Aldo, Savino, Giovina, Domenico, Luigi, Maria A. , Aldo, Michele, Marianna, Addolorata, Walter, Vincenzo, Nina, Michele, Norina, Antonio, Lucia, Piersilvio, Daniele, Savino, Maria, Pasquale, Roberto, Margherita, Maria, Giovanni, Leonardo, Maria, Dario , Sabrina, Luciana, Pino, Michela, Pasquale, Alfredo, Matteo, Pasquina, Marilina, Michele , Antonio, Francesco, Valentina, Concetta, Luisa .

La Celebrazione Eucaristica, in un profondo clima di preghiera e silenzio,  è stata concelebrata dal direttore don Gino Cella e dal parroco don Antonio Gisonno;

Durante l’omelia il superiore dei salesiani ha espresso commozione e solidarietà verso i parenti delle vittime, sottolineando l’importanza della compassione come sinonimo di solidarietà e di condivisione, un patire assieme animati dalla speranza, ha esortato tutti a continuare a pregare per le vittime, nonostante gli anni passati dalla tragedia e a non lasciarsi abbattere dalle circostanze della vita, ma di essere sempre portatori di amore e di speranza.

 

A conclusione della Santa Messa la lettura dell'intensa preghiera scritta da Mons. Domenico D'Ambrosio.

 

Per non dimenticare

Ti abbiamo invocato, Signore,

con fiducia, con insistenza,

forse anche con un pò di rabbia

perchè dalle macerie di Viale Giotto,

tomba assurda e ingiusta

per decine di nostri fratelli e sorelle,

il miracolo di vite strappate alla morte,

venisse a lenire il dolore,

a dare alle tante amare lacrime

il balsamo di una consolazione e

di una speranza.

Le pietre hanno seppellito tanti,

ne hanno salvaguardato e salvato pochi.

Siamo qui a continuare il racconto

della nostra tragedia,

ad alzare le braccia per l'invocazione.

Per i tanti che sono ormai con Te nel Regno,

la nostra preghiera, la nostra gratitudine,

il nostro pianto di speranza:

essi sono con Te nella pace,

ti contemplano non dà stranieri ma da familiari.

Per i pochi che le pietre

hanno miracolosamente restituito al nostro amore,

ti chiediamo di sostenerli, fortificarli,

impegnandoci ad essere per loro, nell'amore solidale,

amici, fratelli, padri e madri.

Per i molti che gridano il dolore

per l'improvvisa e tragica solitudine

per il vuoto di presenze e di affetti,

ti domandiamo la forza della fede

e il coraggio della speranza che consola.

Per tutti noi l'impegno a non dimenticare,

la solidarietà costante per aiutare,

l'amore alla vita e la professionalità nel difenderla.

Si che con la tua grazia, Signore,

possiamo combattere e vincere

la morte che non ci appartiene.


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