Associazione Ministranti Alle radici della memoria…sui passi di Giovannino Bosco”

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Alle radici della memoria…sui passi di Giovannino Bosco” PDF Stampa E-mail
Scritto da Benito Bruno, Fabio Cappelli   
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Alle radici della memoria…sui passi di Giovannino Bosco”Giovedì 23 agosto 2012 i ragazzi dell’Associazione Ministranti Salesiani “Sacro Cuore” di Foggia si sono ritrovati davanti all’ingresso degli uffici parrocchiali, per partecipare al campo scuola dei giovani ministranti,

Il campo si è tenuto a Vico del Gargano, in provincia di Foggia,  dal 23 al 26 agosto, presso un convento francescano.

Il tema del campo è stato: “Alle radici della memoria…sui passi di Giovannino Bosco”, una bella esperienza dove noi ministranti abbiamo avuto la possibilità di approfondire lo studio sulla la prima decade della vita di Giovannino Bosco.

Dopo aver caricato tutta la roba, siamo partiti con il pullman per recarci a Vico. Una volta arrivati, abbiamo provveduto ad organizzarci nelle camere della casa guidati da Giuseppe Bruno. Dopo aver sistemato un po’ le stanze, siamo scesi in quella che per noi è stata la “stanza delle riunioni”, dove Don Gino ci ha parlato e illustrato l’aspetto organizzativo del campo e ci ha presentato gli animatori del campo: Giuseppe Bruno, Maestro di noviziato e Maestro delle Celebrazioni liturgiche, Donato La Mamma, nonché Economo dell’Associazione, ed infine Marco e Fabio Cappelli.

Poi siamo risaliti per pranzare, e dopo un primo pomeriggio di giochi, abbiamo cominciato ad addentrarci in quello che è il vero e proprio campo. Intorno alle ore 17 ci siamo ritrovati nella Cappella, per vivere la Celebrazione d’inizio campo. Dopo aver riposto le vesti nell’armadio, abbiamo vissuto un momento di break, prima di partecipare al primo momento formativo del campo, che ci ha fatto riflettere su alcuni episodi della prima decade della vita di Giovannino Bosco, in particolare sulla figura del “Saltimbanco e catechista”. Infatti, Giovannino Bosco aveva appreso dei giochi, soltanto osservandoli, e attraeva con essi molti ragazzi; con questi  egli riusciva ad avvicinare i ragazzi alla preghiera e a far recitare il rosario.

Giovannino  era amato e rispettato dai compagni è questo gli permetteva di essere considerato autorevole tanto da riuscire a far vigere delle regole all’interno del gruppo, come ad esempio quella che ai giochi partecipava solo chi si comportava bene e non bestemmiava.

Alla fine del momento formativo don Gino ci ha posto alcune domande a cui noi dovevamo rispondere durante il deserto personale. Al termine, ci siamo divisi in due gruppi e abbiamo condiviso con gli altri quello che abbiamo riflettuto e meditato. Dopo ci siamo riuniti, abbiamo recitato i vespri, abbiamo cenato, siamo usciti per prenderci un gelato, abbiamo fatto la compieta e alla fine don Gino e Giuseppe ci hanno illustrato la giornata seguente, dopodiché siamo andati a dormire.

Il secondo giorno è cominciato con la sveglia delle 7:30. Dopo esserci lavati, siamo scesi giù per recitare le lodi, siamo risaliti per fare colazione e poi abbiamo pulito e sistemato le nostre stanze ed i bagni. Fatto ciò, siamo scesi nella stanza delle riunioni, dove don Gino ha tenuto il suo secondo momento formativo, l’importanza per Giovannino di due sacramenti: “La confessione e l’eucarestia”. Gli “input” che ci sono stati lasciati da don Gino sono stati quelli di rileggere il brano che parlava a riguardo, fornire un identikit di Giovannino Bosco e della nostra volontà di cambiare. Poi abbiamo vissuto il nostro momento di deserto personale e fatto un momento di break, a seguire ci siamo riuniti e abbiamo fatto tutti insieme il momento di condivisione. Fatto questo, mentre i ragazzi di turno erano saliti ad apparecchiare, gli altri sono rimasti giù a giocare; dopo aver pranzato, abbiamo vissuto un altro momento ludico, e siamo andati nella Cappella per vivere il momento della Celebrazione battesimale. Poi ci siamo ritrovati di nuovo nella stanza delle riunioni per poi vivere un ulteriore momento di deserto su altri imput che ci sono stati lasciati da don Gino. Dopo ci siamo divisi in gruppi, questa volta non in ordine sparso ma per fasce d’età, e fatto il momento di condivisione da cui abbiamo fatto un riassunto che abbiamo letto al termine del giorno. Recitati i vespri tutti insieme, siamo saliti per cenare e poi scesi nella stanza della riunione per vivere la serata, preparata da Marco e Fabio, dove siamo stati divisi secondo le squadre dei giochi pomeridiani e abbiamo giocato a “Sarabanda”, ma anche ad altri giochi. Finita la serata, abbiamo prima mangiato un po’ e poi fatto la compieta.

Il terzo giorno è stato il giorno più forte e intenso, che è cominciato alle 7:30 ed è finito con l’Adorazione Eucaristica. Dopo , siamo scesi giù per recitare le lodi, siamo risaliti per fare colazione e poi abbiamo pulito e sistemato le nostre stanze e i bagni e infine ci siamo recati presso il Convento dei Cappuccini, dove abbiamo vissuto la Celebrazione penitenziale, dove ognuno di noi si è confessato ed ha avuto l’opportunità di riconciliarsi con il Signore. La celebrazione è iniziata con il rito penitenziale, a cui è seguito il deserto in cui ognuno ha fatto un profondo esame di coscienza; dopo il deserto ci siamo confessati, e dopo l’assoluzione abbiamo indossato la nostra veste bianca di ministrante come segno di purificazione. Finite le confessioni abbiamo poi terminato la celebrazione; tornati al Convento, ci siamo divertiti giocando, poi pranzando e di nuovo rigiocando. Dopo esserci lavati, ci siamo ritrovati nella stanza delle riunioni, dove don Gino ha tenuto il suo ultimo momento formativo, che riguardava “L’amicizia con don Calosso”; poi dopo il deserto abbiamo fatto un momento di break e subito dopo la condivisione in gruppi. A questo è seguita la recitazione dei vespri, la cena, la caccia al tesoro e infine un momento culmine del campo, l’Adorazione Eucaristica comunitaria. Finita l’Adorazione comunitaria, quando era vicina la mezzanotte sono cominciati i turni di adorazione notturna, dove ognuno di noi è stato chiamato ad adorare Gesù Sacramento e a pensare al progetto di vita e a gli impegni concreti che si vogliono prendere per quest’anno.

Il quarto ed ultimo giorno è stato anch’esso molto bello. La sveglia è stata alle ore 8:00 e dopo aver svolto la solita routine con la preparazione delle valigie e la sistemazione degli ambienti, ci siamo ritrovati nella stanza delle riunioni per ascoltare le riflessioni sul campo di don Gino, che riguardavano il progetto di vita. Dopo aver vissuto il momento di deserto, ci siamo riuniti nei gruppi per fasce d’età e abbiamo fatto un sunto dell’andamento del campo scuola e dei vari momenti vissuti. A questo è seguita la Celebrazione finale, con il pranzo, anch’esso purtroppo finale, e quando il pullman è arrivato, abbiamo caricato tutto e siamo ripartiti alla volta di Foggia.

Il campo scuola, come sempre, ha rappresentato un momento fondamentale per il servizio di noi  ministranti, in cui ognuno ha ricercato un  po’ d’intimità col Signore.

Quello di quest’anno è stato un campo intenso e ben organizzato frutto della passione dei nostri animatori che, nonostante le difficoltà, si sono  impegnati nel prepararlo…..…alla prossima!!!


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