Oratorio La festa per la nostra Maestra: 8 Dicembre 2011

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La festa per la nostra Maestra: 8 Dicembre 2011 PDF Stampa E-mail
Oratorio
Scritto da Antonio Iacovino   
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La data dell’8 Dicembre è una delle più attese in qualsiasi parrocchia del mondo. La Chiesa festeggia l’Immacolata Concezione, riflettendo sull’importanza della figura di Maria all’interno della storia dell’umanità e di come il suo sì, semplice e convinto, ha cambiato la vita di tutti noi. Negli oratori si ricorda anche un altro avvenimento molto importante, infatti 170 anni fa, precisamente l’8 dicembre 1841, in una chiesetta di Torino, San Giovanni Bosco, attraverso un semplice catechismo, dava vita all’oratorio salesiano.

La nostra comunità parrocchiale è molto attenta a questa data e propone sempre un calendario ricco di iniziative per meditare sulla figura di Maria e per festeggiare la nascita dell’oratorio.

Lo slogan per quest’anno era: “Io vi darò una maestra”, frase proveniente dal sogno dei 9 anni di don Bosco che ci fa comprendere bene come il nostro santo protettore si sia affidato alla figura di Maria per la sua missione in mezzo ai giovani.

 

Anche quest’anno c’è stato un grande impegno da parte degli animatori e dei preanimatori per l’organizzazione dei tornei di: ping pong, calcio balilla, calcetto e pallavolo che hanno visto fronteggiarsi piccoli e grandi del nostro oratorio. Negli stessi giorni c’è stato il triduo in preparazione della solennità dell’Immacolata animato dal parroco, don Antonio Gisonno che ha ben spiegato come la figura della Madonna sia stata importante per la formazione del piccolo Giovannino proprio a partire dal sogno dei 9 anni.

Dopo la preparazione, fatta di preghiera, riflessione, ma anche sport e divertimento è arrivata la tanto attesa festa. Dopo la Santa Messa delle ore dieci tutti i ragazzi, divisi in fasce d’età, hanno partecipato alla tradizionale gara dei Madonnari, promossa dall’associazione di promozione sociale SACRO CUORE nell’ambito del progetto “Sacro Cuore Lab Comunication”, liberando la propria creatività e vena artistica per realizzare il volto della Madonna sull’asfalto del nostro cortile. Verso mezzogiorno tutto l’oratorio si è preso per mano e, unendosi idealmente con tutti gli ambienti salesiani del mondo, ha rievocato un episodio fondamentale della vita di don Bosco: la nascita dell’oratorio. Esattamente 170 fa l’incontro di don Bosco con un piccolo muratore di Asti, Bartolomeo Garelli, cambia la sua storia e gli apre le porte a quella che sarà la sua missione per tutte la vita: l’educazione dei giovani. Non succede nessun evento eclatante, ma un semplice catechismo che dimostra come quel prete di tanti anni fa prende a cuore la gioventù nella Torino dell’ottocento in continua trasformazione. Lui chiese alla Vergine Maria di proteggere quel ragazzo e anche noi, rievocando quell’evento, abbiamo voluto affidare il nostro oratorio, i nostri giovani e il nostro quartiere alle dolci braccia della nostra Madre Celeste.

La festa è continuata nel pomeriggio con l’Accademia Mariana durante la quale ogni gruppo dell’oratorio, dalle fasce della catechesi ai cammini di gruppo e ai laboratori, ha espresso attraverso un canto, una scenetta o un video il proprio ringraziamento alla Vergine Immacolata, cercando di spiegare al meglio il motto dell’intera giornata “Io ti darò una Maestra” e considerando Maria proprio come una guida per la vita, con il suo si gratuito e fedele alla volontà di Dio.

A seguire, i partecipanti e il pubblico dell’Accademia si sono recati in cortile per assistere all’accensione del grande falò, preparato nei giorni precedenti dai giovani e dagli adulti dell’oratorio. Una tradizione per la nostra città, ma un evento nuovo per il nostro ambiente con il significato di purificazione e di preparazione per l’imminente festa del Natale.

L’intera giornata, ricca di iniziative e di bei momenti, si è conclusa con il taglio della torta, del 170° compleanno del nostro oratorio, amorevolmente preparata dalle mamme dell’associazione dei salesiani cooperatori. E’ bello vedere come le due feste sono unite e, per noi salesiani, inscindibili, perché dopo tanti anni sentiamo il bisogno di guardare a Maria come una maestra e una guida per la vita e a don Bosco come un santo che ha posto nelle mani di Maria la propria Vita e quelle dei suoi giovani.

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