Oratorio Inaugurazione dell'entrata dell'Oratorio dalla piazza del Sacro Cuore

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Oratorio
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8 dicembre:

L'Oratorio

"in piazza"!

Carissimi ragazzi e giovani
Carissimi fratelli e sorelle della Famiglia Salesiana
carissimi amici e amiche della nostra opera salesiana,
il nostro cortile spesso pullula di ragazzi e ragazze che con i loro schiamazzi e le loro urla allietano i pomeriggi e destano il clamore di chi li osserva. Insieme giocano, si divertono. Insieme raggiungono il nostro oratorio assettati e affamati di affetto, di voglia di imparare e desiderio di crescere. Siamo noi educatori a dover rispondere a questa sete e fame, donandoci tutti a loro e prima ancora amandoli con sincerità...

L’Oratorio e il sogno dei nove anni
«Ecco il tuo campo» si sentì rivolgere, Giovannino Bosco, nel sogno dei 9 anni. Il campo dei ragazzi poveri, pericolanti, sbandati, bisognosi di qualcuno che si prenda cura di loro. Per far questo Gesù invita Don Bosco a crescere umile, forte per non scoraggiarsi degli insuccessi, degli abbandoni, forte per impolverarsi coi mocciosi e robusto. Il sogno concludeva: «A suo tempo tutto comprenderai» E’ forse un insegnamento trascurato: non scoraggiarsi, non troncare lo sforzo anche se il risultato non arriva in tempi brevi. Con i giovani occorre saper aspettare e preparare i tempi lunghi! Sarebbe bello sentire questo sogno rivolto anche a noi stessi!

Famiglia, cultura e dignità di Figlio di Dio
Al primo ragazzo, Bartolomeo Garelli, propone in maniera semplicissima il recupero della famiglia attraverso il ritrovarsi insieme come amici, il ricupero della cultura attraverso un po’ di scuola e il ricupero della dignità di figlio di Dio attraverso il catechismo.

Mescolanza di preghiere, giochi, passeggiate ... buoni cristiani e onesti cittadini
L’Oratorio di Don Bosco presto venne a contraddistinguersi come quella mescolanza di preghiere, giochi, passeggiate, amicizia con l’animatore, ansia di collaborare con lui, animatore che li indirizzerà ad una meta unica: buoni cristiani ed onesti cittadini, e inviterà i migliori a prendere parte al suo apostolato a diventare animatori cristiani come lui.

Il gioco
Don Bosco era sempre il primo nei giochi, l’anima della ricreazione. Non so come facesse – racconta un suo ragazzo – ma si trovava in ogni angolo del cortile, in mezzo ad ogni gruppo di giovani. Con la persona e con l’occhio ci seguiva tutti. Noi eravamo scarmigliati, talvolta sudici, importuni, capricciosi. Ed egli provava gusto a stare tra i più miseri. Aveva affetto di mamma.

Mi volevano molto bene, ma mi temevano... Chiaro nelle regole
E’ la perfetta sintesi tutta sua di famigliarità e disciplina. Due aspetti da considerarsi primari in un Oratorio. L’amicizia fa sì che temano di fare ciò che dispiace all’educatore, ciò che egli indica con chiarezza e decisione come non conveniente. «Fatti amare se vuoi farti temere, fatti amare prima di farti temere e fatti amare piuttosto che farti temere»
L’obiettivo dell’Oratorio era trattenere la gioventù in un luogo sicuro assicurando una piacevole ed onesta ricreazione dopo aver assistito alle sacre funzioni di Chiesa. Lo scopo era tener lontana la gioventù dall’ozio, dalle cattive compagnie. Tutti potevano accedere senza eccezione di grado o di condizione. Quelli però più poveri, più abbandonati e più ignoranti erano di preferenza accolti e coltivati, perchè maggiormente bisognosi di assistenza per tenersi nella via della salute e del decoro. Entrando un giovane in quest’Oratorio doveva persuadersi che questo era un luogo di religione, in cui si desiderava fare buoni cristiani ed onesti cittadini, per cui era proibito bestemmiare e fare discorsi contro la religione cattolica. Il direttore – scriveva don Bosco- licenzi coloro che avvertiti, perseverino nell’errore. Anche i giovani discoli erano ammessi, purchè non avessero dato scandalo e manifestassero volontà di tenere condotta migliore.
Tutti potevano liberamente frequentare l’Oratorio se rispettavano gli ordini e tenevano il debito contegno nella ricreazioni, in Chiesa e fuori l’Oratorio.

Nella mente di Don Bosco l’idea di Oratorio si venne componendo di tre elementi fondamentali:
1. La presenza di un animatore ricco di umanità e di spiritualità che si compone de
 la presenza fisica, attiva, costante dell’animatore che impedisce il male ed organizza le iniziative e moltiplica l’allegria. Mai insulti, ironie, percosse e mai silenzio davanti a parolacce e a comportamenti maleducati.
 l’amicizia dell’animatore verso i ragazzi, che si trova bene con loro, parla e scherza con loro e passa gran parte del suo tempo libero in Oratorio.
 l’interessamento dell’animatore che si informa, aiuta, consiglia, che li ricerca se mancano, pensa, riflette e prega per loro. Ogni giorno dovrebbe avvicinare ognuno dei ragazzi. Farseli amici uno per uno, per avere il rispetto di tutti.
2. Un ambiente ricco di gioia e di allegria in cui vi siano giochi svariati, rinnovati da strumenti nuovi e gare nuove, letture divertenti, canti, musica, passeggiate e teatro.
3. Un ambiente cristiano creato dalla convinzione che per educare bene occorre mettere Dio al primo posto e che se non si educa cristianamente, un oratorio non ha motivo di esistere; creato dalla presenza di animatori cristiani sul serio che aiutino i ragazzi a trovare nell’amicizia del Signore la radice della loro dignità e gioia; un ambiente cristiano creato dalla presenza di animatori che parlano di Gesù, del Vangelo e del peccato in modo originale e convincente e invitano alla Comunione e Confessione e un ambiente cristiano creato dalle occasioni di gruppi formativi, pensieri ed Esercizi Spirituali.
Quest’oggi, solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, inizio dell’Oratorio Salesiano (8 dicembre 1841) apriamo l’antico cancello che introduceva nel cortile dell’oratorio ed inauguriamo la porta di ingresso del nuovo edificio dell’opera salesiana. E’ un ingresso particolare: narra le origini di questo oratorio, apre sulla piazza Sacro Cuore quasi inglobandola, ci orienta a saper accogliere e a non rimanere fermi ma a saper andare in missione anche per le strade del nostro quartiere.
All’Oratorio, dunque, non solo per giocare, ma anche per crescere e diventare amici veri del Signore !!!


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