Associazione Ministranti I Ragazzi del Coro

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I Ragazzi del Coro PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Corso & Ermanno Petrone   
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Il 3 gennaio 2011 noi, ragazzi ministranti salesiani della parrocchia “Sacro Cuore di Gesù” di Foggia, siamo partiti verso Melfi per vivere un breve periodo di tre giorni di esercizi spirituali.

Lo scopo di questi esercizi è quello di preparare noi ragazzi al rinnovo della promessa di essere ministrante e per i novizi alla Vestizione.

Gli esercizi sono stati svolti nello stesso luogo in cui erano stato programmato il campo-scuola di Settembre, ossia presso l’Oasi Tabor di Melfi.

Dopo la partenza alle ore 9:30 siamo arrivati al convento dei missionari vincenziani e, sistemate le valigie siamo andati nel salone per ascoltare don Pino che ci ha presentato il ritiro facendo una importante distinzione fra quello che è un campo-scuola e quelli che sono gli esercizi spirituali. Dopodichè è intervenuto Matteo, uno dei nostri tre animatori (Matteo, Giuseppe e Donato) che ha cominciato a parlarci dello statuto dell’Associazione Ministranti Salesiani “Sacro Cuore” illustrandoci i primi articoli.

Verso le 13:00 ci siamo riuniti tutti nel refettorio per pranzare e subito dopo, come da programma, siamo andati al campetto per giocare a calcio “immergendoci” nel freddo gelido della giornata.

 

Nel pomeriggio abbiamo ascoltato la Lectio Divina tenuta da don Michele.

Don Michele ci ha parlato commentando il brano del Vangelo di Luca della parabola del Buon Samaritano. Un tema fondamentale di questo brano è quello dell’amore, le cui caratteristiche sono concretezza, fatica e gioia. L’amore richiede quindi spirito di servizio e di rinuncia, come testimonia il fatto che il samaritano vedendo l’uomo mezzo morto accasciato a terra ebbe compassione e si prese cura di lui. Il samaritano quindi, si diede totalmente al servizio rinunciando a quello che doveva fare quel giorno.

Dopo la bella spiegazione di don Michele abbiamo fatto il momento di deserto. Il deserto è un momento di intimità con il Signore in cui ognuno trae il messaggio personale che Dio vuole comunicare a ciascuno. Per tale ragione è un momento di assoluto silenzio e va eseguuito in solitudine.

Ciò che ognuno medita nel deserto viene poi condiviso nel momento, appunto, della condivisione che segue subito dopo il deserto.

Poi, dopo un breve intervallo abbiamo partecipato ai Vespri celebrati da don Michele e successivamente siamo andati a cenare nel refettorio.

Dopo la cena abbiamo trascorso la serata visionando un bellissimo film intitolato “Les Choristes” che tradotto significa “I Ragazzi del Coro”. Esso parla di un maestro di musica che viene mandato in un istituto di bambini molto vivaci e terribili di comportamento, con l’incarico di sorvegliante. Mathieau (questo è il nome del maestro), dapprima un pò spaventato anche dai brutti scherzi che i ragazzi fanno a docenti e collaboratori, pian piano capisce che la sua missione è quella di migliorare i ragazzi e di lottare non tanto contro il loro comportamento negativo, ma contro il modo di reagire del direttore dell’istituto che molte volte, ad esempio, per punire qualche atto grave dei ragazzi dava loro un certo periodo da trascorrere in cella di isolamento. In seguito Mathieau capirà anche che in fondo ogni ragazzo non è cattivo come può sembrare.

Mathieau scopre inoltre che il modo per convertire questi ragazzi sulla via del bene è proprio la musica, ossia la cosa che più egli amava. Così egli costituisce un coro in base all’attitudine di ogni bambino al canto.

Il musicista rivolge anche una attenzione particolare a Morange, il solista del coro cioè il ragazzo con la voce più bella di tutti. Grazie al maestro Morange capisce che egli non è adatto a fare il delinquente e la musica può essere un grande progetto per la sua vita.

Questo film ci insegna come anche noi con spirito di servizio possiamo a volte cambiare qualcosa che non va.

E’ da ammirare anche come la figura del maestro-educatore riesca a trovare per ogni ragazzo un compito da svolgere nel coro, anche per quelli che non sanno cantare.

Un’altra questione importante è quella dei talenti. Ogni ragazzo aveva un talento specifico che ha messo a disposizione del coro; questo ci insegna che ognuno di noi ha un talento che può mettere a disposizione per il servizio al prossimo.

Al termine del cine-forum, ossia il commento del film, siamo  andati a dormire.

Il mattino dopo, secondo giorno di esercizi spirituali, la giornata è iniziata con le lodi mattutine, dopo delle quali abbiamo fatto colazione in refettorio.

Nella mattinata abbiamo ascoltato la Lectio Divina tenuta da don Pino. Il brano trattato è quello del roveto ardente tratto dal libro dell’Esodo.

Un tema importante di questo brano della Bibbia è preso dal passo che recita: “Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!” Il messaggio è che i sandali rappresentano il peccato. Bisogna appunto togliere sempre di più i sandali affinchè ognuno possa arrivare puro all’incontro con il Signore.

Dopo il deserto e la condivisione, come da programma è seguito lo studio dello statuto.

La seconda parte dello statuto dell’associazione ce l’ha spiegata Donato che ha commentato il capitolo 6 inerente alla Vestizione e alla Promessa, ossia ciò che noi ministranti ci appresteremo a celebrare: quelli che già hanno fatto la Vestizione rinnoveranno la promessa, mentre i novizi faranno, oltre alla prima promessa, anche la Vestizione con la quale riceveranno, il 6 gennaio 2011, l’alba liturgica, ossia la veste bianca segno tangibile della vocazione alla ministerialità.

A conclusione di questa penultima mattinata di esercizi spirituali, dopo un po’ di pausa siamo tornati nel refettorio (dove prima avevamo studiato lo statuto) per pranzare tutti insieme grazie ai piatti squisiti che “mamma” Anna ci cucinava.

Nel pomeriggio, come il giorno prima ci siamo recati al campo per disputare una partita al pallone, al termine della quale abbiamo ascoltato Giuseppe che ci ha spiegato il regolamento dell’Associazione Ministranti Salesiani “Sacro Cuore”. Esso è un insieme di regole che descrivono lo stile di vita del ministrante salesiano e sul quale i novizi prometteranno per un anno di tenere fede ad esso.

Al termine di questa spiegazione c’è stato un momento molto importante: l’associazione insieme a don Pino ha deciso se modificare o ampliare le norme del regolamento. Per fare ciò è necessario che la proposta di modificare qualcosa venga votata dalla maggior parte dei membri dell’associazione in modo da ottenere la maggioranza. Il risultato di questa riunione è stato la modifica dell’ottavo articolo del regolamento.

Dopodichè c’è stato un altro momento importantissimo per l’associazione: con una votazione i membri hanno deciso se far rimanere in carica il consiglio o di procedere con nuove elezioni. Questo perché il consiglio che era stato eletto prima del giorno in cui venne approvato lo statuto era in carica provvisoria. Con la votazione l’associazione ha espresso la volontà di far restare in carica questo consiglio per altri due anni così come vuole lo statuto.

Dopo quest’ultimo momento abbiamo partecipato ai Vespri per poi andare tutti insieme a cenare.

La serata l’abbiamo trascorsa allegramente nel cercare di risolvere un indovinello facendo molti giochi per ottenere lettere e arrivare alla soluzione.

Al termine della serata allegra siamo andati in Chiesa per partecipare all’Adorazione Eucaristica. Durante questo momento i ministranti che hanno già fatto la Vestizione hanno scritto la lettera al parroco per chiedere di rinnovare la promessa.

Al mattino, dopo la lunga giornata del giorno prima ci siamo svegliati un po’ più tardi del solito.

Dopo la celebrazione delle lodi e la colazione, riuniti attorno ai tavoli del refettorio abbiamo ascoltato don Pino che ci ha parlato della veste bianca del ministrante ed in particolare di quali sono le doti e gli atteggiamenti del buon ministrante.

Successivamente Donato ci ha spiegato il rito della vestizione e la promessa di tenere fede al regolamento che ogni ministrante annualmente rinnova.

Infine c’è stata la liturgia penitenziale. Ci siamo recati in Chiesa dove don Michele ha celebrato e durante la liturgia abbiamo avuto la possibilità di fare la confessione. Al termine di ogni confessione ognuno di noi si è unto con un po’ di olio e vino le mani, simbolo che fa riferimento alla Lectio tenuta da don Michele il primo giorno degli esercizi.

Al termine di questi tre giorni di intensi esercizi spirituali ognuno di noi si è veramente ricaricato di Cristo, come diceva don Pino, e torniamo a Foggia pronti per rinnovare la promessa e, per i novizi, pronti per fare la Vestizione.


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