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Apostolato della Preghiera
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Alcuni articoli selezionati di approfondimento sull'Apostolato della Preghiera.

 

 

 

Per la salvezza di tutti

La legge della mutalità

Le tre risorse dell'AdP

Il potere della preghiera

Lo spirito e la preghiera

Un processo cristiano di globalizzazione

Pregare con fede

 

Per la salvezza di tutti

Fondato il 3 dicembre 1844 (festa di S. Francesco Saverio, patrono delle missioni), nei pressi del santuario di Nostra Signora di Puy, in un seminario che forniva ogni anno numerosi apostoli alle varie parti del mondo, l’Apostolato della Preghiera si prefigge da sempre lo scopo di offrire a tutti i cristiani un mezzo per unirsi all’apostolato nascosto, ma estremamente efficace del Cuore di Gesù, che salva il mondo nel nascondimento del tabernacolo. Come e perché? Attraverso la preghiera e l’offerta della giornata per la salvezza di tutti gli uomini. Ascoltiamo l’esortazione di s. Paolo apostolo: “Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini… Questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. Uno solo infatti è Dio e uno solo il mediatore fra Dio egli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti” (1Tim 2, 1 – 5). Gesù ci ha rivelato la volontà del Padre, che coincide con lo scopo della sua missione: salvare le anime, riportare all’ovile le pecorelle smarrite, spandere sulla terra il fuoco del suo amore. Ma non rientra nei piani della divina provvidenza che Gesù compia da solo quest’opera. Ha bisogno di collaboratori, perché la salvezza del mondo è una di quelle grandi opere divine per le quali Dio domanda e attende la collaborazione delle sue creature. Dobbiamo pregare per tutti i nostri fratelli, perché Dio vuole la salvezza di tutti. Il compimento di questa volontà di misericordia e di salvezza  non dipende solo dalla libera cooperazione di coloro che Dio intende salvare, ma anche dallo zelo, dalle preghiere, dagli sforzi di coloro che sono già sulla via della salvezza, sulla quale Dio li chiama a ricondurre i loro fratelli.

La legge della mutualità

Dio è la causa prima e universale di tutto ciò che esiste, eppure i nostri occhi non riescono a percepire l’azione diretta del Creatore. Ovunque vediamo dei corpi che muovono altri corpi. Il sole attira la terra, e la terra attrae i corpi che si trovano sulla sua superficie. L’acqua nutre le piante, e le piante nutrono l’uomo. Dio fa tutto, ma non fa nulla da solo. Il mondo fisico poggia sulla meravigliosa armonia che i corpi esercitano gli uni sugli altri. Lo stesso succede nel mondo dello spirito; le condizioni della sua esistenza e della sua armonia sono analoghe. Non ci sarebbe connessione,ordine, unità, se le libere volontà potessero raggiungere il loro fine indipendentemente le une dalle altre. Gli uomini non dovrebbero più nulla ai loro simili, né avrebbero nulla da attendersi gli uni dagli altri, non ci sarebbe nessuna coesione sociale perché gli uomini non dovrebbero aiutarsi per realizzare il bene comune, né ci sarebbe spazio per praticare l’amore. Nel mondo dello spirito, più ancora che nell’ordine fisico, Dio è il principio di ogni movimento, di ogni vita e di ogni bene; spinge tutte le volontà, e agisce in tutte le anime. Ma, benché agisca dovunque, non agisce mai da solo; vuole che le creature partecipino alla sua azione, come partecipano al suo essere. Un filosofo ha detto che nessun atomo si muove, senza che il contraccolpo di questo movimento non si faccia sentire fino agli estremi confini dell’universo. Lo stesso avviene nel mondo dello spirito: siamo legati ai nostri simili da continui rapporti, visibili o nascosti, e con le nostre scelte e azioni possiamo accrescere o ridurre i mezzi della salvezza per tutta l’umanità. A comprenderla bene, questa legge della mutualità è solo un aspetto della grande legge della carità, che tutto sostiene e non avrà mai fine. Tutti gli uomini sono tenuti a volersi bene reciprocamente. Perché questo, se non perché possano farsi del bene gli uni agli altri? Dio ha affidato ad ogni uomo la cura del suo prossimo.

Le tre risorse dell'AdP

La preghiera come strumento universale di azione; l’associazione come condizione per l’ef-ficacia della preghiera;  l’unione al Cuore di Gesù come fonte di vita per l’associazione: questi sono i punti di forza dell’Apostolato della preghiera. La preghiera è lo strumento attraverso il quale possiamo dare il nostro contributo perché si compia nel mondo la volontà di Dio, che è la salvezza di tutti gli uomini. Per questo la preghiera è anche la risorsa principale e il grande mezzo d’azione dell’Apostolato della preghiera. L’associazione fornisce alla preghiera l’efficacia che  la preghiera isolata di un solo cristiano non potrebbe avere. Si calcola che nel mondo circa 5 milioni di persone pregano ogni giorno secondo le intenzioni diffuse dall’AdP. Ma questa associazione ha bisogno di un motore. Questa unione di tante persone nella preghiera ha bisogno di un capo. Quale può essere il capo di un’impresa che intende lavorare per la salvezza del mondo? Quale può essere il motore di tanti cuori umani uniti insieme nella preghiera, se non il Cuore di Gesù, che prega e intercede incessantemente per tutta l’umanità nel santo Tabernacolo? Così la preghiera comune secondo le intenzioni diffuse dall’AdP non sarà una preghiera puramente umana, ma sarà unita a quella dell’unico Mediatore tra Dio e gli uomini, resa gradita a Dio e offerta passando attraverso il suo Cuore.“Stringendovi a Cristo, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio,anche voi venite impiegati come pietre vive perla costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo” (1 Pt2,4–5).

Il potere della preghiera

Tutti i cristiani hanno un potere straordinario e immenso, che molti non sospettano neanche minimamente di possedere. Possono, cioè, tutti partecipare al potere di dare la vita alle anime e di restituirla a quelle che l’avessero perduta. Va sottolineato che l’esercizio di questo potere è alla portata di tutti, anche del più povero e del più debole fra i credenti in Gesù Cristo. Questo perché la vita dell’anima è la grazia, e la preghiera è lo strumento che ha il potere di fare scendere la grazia nelle anime. La grazia ci unisce a Dio e ci rende simili a lui, cioè suoi figli in Cristo. È una partecipazione alla luce e all’amore, anzi alla natura stessa di Dio. Come afferma s. Pietro: Dio “ci ha donato i beni grandissimi e preziosi che erano stati promessi, perché diventaste per mezzo loro partecipi della natura divina” (2Pt 1, 4). La grazia è la vita stessa di Dio in noi, iniziata già su questa terra il giorno del nostro battesimo, per giungere a pienezza nell’eternità. La Chiesa è stata da sempre nelle mani di Dio come una fonte attraverso cui ha diffuso nel mondo l’acqua viva dell’amore, la fede, la speranza e tutte le altre virtù che rendono l’uomo veramente se stesso e gli permettono di operare grandi cose per Dio e per il prossimo. Nella misura in cui ci si allontana dalla corrente della grazia e dall’amore di Gesù Cristo, il cuore e l’intelligenza umana si oscurano, la vita spirituale si spegne, le persone e i popoli tendono a  chiudersi sempre più in un materialismo cieco ed egocentrico. Se Dio è l’origine della vita spirituale, comprendiamo anche quale sia la via attraverso la quale essa può tornare nelle anime che l’avessero persa. La vita non può venire che da Dio. Le invenzioni del genio umano, gli sforzi, i sacrifici,le opere d’arte sono creazioni umane; la grazia è esclusivamente dono di Dio. L’unico mezzo facile, efficace e infallibile di cui possiamo disporre per ottenere la grazia per i nostri fratelli, come anche per noi stessi, è la preghiera.

Lo spirito e la preghiera

Cos’è la preghiera? Nient’altro che l’espressione di un bisogno odi un desiderio, manifestato umilmente a Dio. Chi è Dio, se non potenza infinita di bontà e di amore? Chi è l’uomo, se non povertà e impotenza infinite? Ora, se la bontà vuole comunicarsi alla miseria, se Dio vuole elevare l’uomo fino a lui, quali sono le condizioni per cui ciò possa avvenire? Sarà necessario che l’uomo si innalzi in un impossibile cammino di ascesa, per ascendere fino a Dio? No! L’unica cosa necessaria sarà per l’uomo di ammettere la sua debolezza, affinché non pretenda di attribuire ai suoi sforzi, o alle sue buone intenzioni ciò che è solamente opera della grazia. La ricchezza domanderà soltanto alla povertà di fare il vuoto in se stessa, esprimendo la sua indigenza, perché possa colmarla con la sua abbondanza. L’aria è essenziale per la nostra vita fisica,eppure è la più inafferrabile di tutte le cose, pur essendo la più comune e la più accessibile. Basta aprire le narici o la bocca, espirare per fare il vuoto nei nostri polmoni, e subito, senza fare nessuno sforzo, l’aria entra rapidamente in noi e colma i nostri polmoni, apportando l’ossigeno,necessario per la nostra vita. Così per la nostra vita spirituale abbiamo bisogno dello Spirito di Dio. È  l’aria che fa vivere i beati, i santi, gli angeli. È la vita stessa di Dio. Inafferrabile con le nostre forze, inaccessibile per i nostri sforzi, quest’aria divina è come un oceano che ci circonda da ogni parte e nel quale siamo costantemente immersi. Entrerà subito in noi, nel momento in cui riusciremo a fare il vuoto nei nostri cuori. Quando pregando riusciamo a liberarci dai nostri affanni, dai nostri pensieri,dal nostro egocentrismo, allora la nostra preghiera diventa adorazione e subito lo Spirito ci colma con la sua presenza e ci comunica i suoi santi doni.

Cooperare con Dio

La libertà dell’uomo sta nel potere che egli ha di cooperare o resistere ai disegni di Dio. Certamente la volontà di Dio finirà sempre per trionfare, e la resistenza o l’opposizione umana non possono  impedire a Dio di raggiungere i suoi obiettivi. Ma l’uomo può rendere inefficace perse stesso la volontà di Dio. Gesù avrebbe voluto toccare il cuore di Giuda, ma costui fu libero di resistere; tuttavia il tradimento di Giuda tornò a gloria di Gesù, anche se Giuda ostacolò il compimento della volontà di Dio nei suoi confronti. Applicando questo esempio a tutti gli uomini, possiamo affermare che Dio vuole realmente la salvezza di tutti gli uomini, eppure un grande numero può restare ancora fuori dalla salvezza. Il potere di cooperare liberamente all’opera di Dio, comporta necessariamente il potere di ostacolarla. Subordinando l’esecuzione dei suoi disegni al contributo delle nostre volontà, l’Onnipotente ha dovuto anche consentire che fossero ostacolati dalle nostre resistenze; perché la cooperazione sarebbe illusoria, se, prestandola, non avessimo da raggiungere alcun risultato che fosse ugualmente assicurato in caso di rifiuto. Che motivo avremmo di lavorare per gli altri, se non potessimo procurare loro alcun vantaggio che non possedessero già ugualmente senza di noi? Siamo investiti del potere di avvicinare o allontanare Dio dai nostri simili. La gloria dell’uomo è di essere, insieme con Dio, l’artefice del suo destino. Se l’uomo non può salvarsi da solo, senza la grazia di Dio, è anche vero che la grazia non può operare se l’uomo non è disposto ad offrirle la sua collaborazione. Altrimenti la salvezza sarebbe conseguita attraverso un atto involontario e non sarebbe insieme dono di Dio e conquista dell’essere umano. Fra tutti i modi infiniti in cui possiamo collaborare con la grazia di Dio, il più semplice, essenziale e alla portata di tutti è senza dubbio la preghiera per la salvezza di tutti gli uomini.

Un processo cristiano di globalizzazione

Per quanto possa essere grande il carisma di un apostolo e il suo ascendente personale, l’apostolato della parola è sempre circoscritto nei limiti dello spazio e del tempo, e può raggiungere un numero limitato di persone. L’apostolato della preghiera, invece, può attraversare tutti i confini e superare qualsiasi limite nello spazio e nel tempo. La sua azione e la sua efficacia si estendonoda un estremo all’altro del mondo, possono espandersi nel passato e nel futuro, fino alla fine dei tempi. La preghiera non conosce limitazioni e può arrivare dovunque giunge la grazia divina. C’è un legame essenziale tra l’efficacia della preghiera, come strumento apostolico, e il comandamento fondamentale di amare tutti gli uomini come se stesso e cooperare efficacemente con Dio per la salvezza di tutti.

Pregare con fede

Spesso la nostra esperienza sembra contraddire la promessa del Signore, che siamo esauditi quando chiediamo qualcosa nel suo nome. Abbiamo chiesto, ma non abbiamo ottenuto. Abbiamo cercato,ma non abbiamo trovato. Abbiamo bussato, ma la porta non si è aperta. Potremmo sentirci scoraggiati. Dovremmo, invece,  riconoscere che non possiamo determinare i tempi e i modi in cui Dio intende esaudire la nostra preghiera, né possiamo imporgli la nostra impazienza. Evitiamo di lamentarci o arrabbiarci, perché non abbiamo ottenuto ciò che desideravamo. Crediamo piuttosto che saremo esauditi, anzi che siamo già stati esauditi, e ci renderemo conto che in realtà è proprio così. La forza e il potere della preghiera provengono dalla fede nella bontà di Dio e nel suo amore.  La fiducia filiale in Dio è la condizione fondamentale per l’efficacia della nostra preghiera.


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