Associazione Ministranti Campo-scuola Ministranti Melfi 2010 – Cronaca

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Campo-scuola Ministranti Melfi 2010 – Cronaca PDF Stampa E-mail
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Sabato 4 settembre 2010 noi, alcuni ragazzi dell’Associazione Ministranti Salesiani “Sacro Cuore”, ci siamo ritrovati in piazza Sacro Cuore alle ore 8:15 per affrontare un’esperienza che si è rivelata bellissima e molto formativa per noi ministranti. Eravamo: Alessandro, Fabio, Claudio, Alessandro, Marco, Alessio, Giovanni, Giuseppe, Alessandro, Marco, Ermanno e Giuseppe e Matteo i nostri due animatori cui noi ragazzi ringraziamo davvero di cuore per il lavoro che hanno svolto per preparare il campo. Infatti alle ore 8:30 siamo partiti verso Melfi per partecipare al “7° campo-scuola ministranti”. Ha avuto una durata di cinque giorni e si è tenuto all’oasi Tabor presso il convento dei missionari Vincenziani.

Il viaggio di andata è stato relativamente breve e una volta arrivati non abbiamo potuto far altro che contemplare il paesaggio: il convento, infatti, si trova su di un monte (appunto il Monte Tabor) da cui è possibile ammirare dall’alto il castello e la città di Melfi. Bellissimo!

Dopo che ci siamo divisi nelle camere (formate ognuna da tre o quattro letti e qualche armadietto) abbiamo dato una sistemazione ai bagagli e siamo usciti fuori all’aria aperta per andare a giocare a calcetto nel campetto in erba sintetica! Si trova a fianco al convento e si raggiunge percorrendo una stradina. Tutte le aiuole del convento sono costituite da erba ben curata.

Quindi, dopo esserci svagati un po’, ci siamo radunati all’inizio della discesa, percorribile a piedi, che porta direttamente alla città. Lì ci siamo seduti e abbiamo ascoltato il nostro parroco don Pino Ruppi che ha presentato il campo e ha parlato di temi molto importanti per noi ministranti come quello del servizio, sia all’altare che in qualunque ambito.

Don Pino è stata la nostra guida spirituale durante il campo e insieme a lui c’era don Michele Anfossi, diacono salesiano che si è molto affezionato a noi ragazzi dell’oratorio. Anche a loro rivolgiamo un profondo grazie per l’impegno che hanno messo affinchè noi ragazzi vivessimo una esperienza così bella.

Venuta l’ora di pranzo, siamo andati a mangiare nel refettorio dove Lucia e Concetta, cooperatrici salesiane del nostro oratorio, hanno preparato piatti davvero squisiti. Loro sono state un po’ le nostre mamme in questi cinque giorni e anche ad esse va un grazie particolare perchè si sono rese disponibili a cucinare da mangiare a tutti noi.

Dopo pranzo ci siamo cambiati e siamo andati nel campo a disputare le olimpiadi, ossia giocare una partita di calcio che vale come torneo. Si perché all’interno del gruppo abbiamo formato due squadre, gli “S.M.S. (Siamo Ministranti Salesiani)” e i “Tamburrini Pio Pio”, che si sono affrontate negli eventi sportivi e nella caccia al tesoro per vincere un premio alla fine del campo. Nelle squadre, oltre agli eventi sportivi, si facevano solamente i momenti della condivisione dopo il deserto. Per il resto poi, ogni cosa si faceva insieme.

Dopo una doccia calda, ci siamo ritrovati davanti al sagrato della Chiesa (dedicata a San Giustino de Jacobis) dove, seduti, abbiamo ascoltato don Pino che ci ha presentato il tema di tutto il campo-scuola “Beato il Popolo Scelto dal Signore”, ossia quel popolo che vive seguendo le orme di Gesù. Un’orma principale è il servizio del quale ne abbiamo parlato leggendo la lunga lettera che il nostro arcivescovo ha scritto alla nostra associazione e sulla quale abbiamo meditato nella mezz’ora di deserto. Un grazie particolare va, appunto, anche al nostro arcivescovo Mons. Francesco Pio Tamburrino che ha pensato a noi e ci ha mandato anche dei viveri per il campo.

Durante il momento di deserto abbiamo fatto anche dei propositi su come affrontare il campo. Ciò che abbiamo meditato nel deserto, lo abbiamo poi esposto agli altri membri della propria squadra nel momento della condivisione.

Quando il sole stava per tramontare, tutti i quanti insieme abbiamo proclamato i Vespri e don Pino ci ha insegnato ancora altre cose, tra cui la Liturgia delle Ore. Essa è un sacramentale che ricorda il sacramento dell’Eucaristia in ogni ora della giornata. Comprende alcune preghiere al suo interno che si recitano nei vari momenti della giornata ma le più importanti sono le Lodi al mattino e il Vespro alla sera.

I momenti di preghiera sono momenti comunitari a cui tutti hanno potuto partecipare.

Dopo i Vespri c’è stata la cena e nella serata siamo usciti per la città scendendo la lunga stradina. Questa ricorda la passione di Gesù perché ci sono appunto le 14 stazioni che la percorrono. Nella città abbiamo gustato insieme un buon gelato e ci siamo divertiti tantissimo.

Al rientro  ci siamo ritrovati nel salone del convento dove, insieme a don Pino e don Michele, abbiamo svolto la verifica, cioè condividere ciò che ti è piaciuto nella giornata e qualcosa che vorresti cambiare.

Dopodichè abbiamo pregato il Signore con la preghiera di fine giornata ossia la compieta. Seguendo lo stile salesiano, don Pino ci ha dato un pensiero di buonanotte e infine siamo andati tutti a letto.

Il giorno seguente, Domenica 5 settembre, ci siamo alzati alle ore 8:00 e, indossata la veste di ministrante, alle 8:30 siamo scesi giù in Chiesa per celebrare le Lodi mattutine. Coloro che la mattina venivano a svegliarci erano Matteo e Giuseppe. Quel giorno eravamo molto felici soprattutto perché era venuto a trovarci Donato che purtroppo non aveva potuto partecipare al campo.

Al termine siamo andati nel refettorio dove ci attendeva un’abbondante colazione con latte e cornetti.

Dopo la colazione ci siamo rilassati un po’ giocando con il pallone e poi siamo ritornati in Chiesa per preparare e in seguito partecipare, in veste di ministranti, alla Solenne Messa Domenicale. La Messa è il momento più importante dove ogni ministrante deve impegnarsi molto perché il servizio all’altare è, per così dire, il suo lavoro.

Alle 11:00 siamo andati a visitare il castello e la Cattedrale di Melfi. E’ stato un momento culturale molto bello perché abbiamo visto quanto era grande e imponente il castello e tutti gli oggetti con cui si viveva ai tempi dei Normanni. Anche la Cattedrale è molto bella e grande, anche all’esterno dove c’è il sagrato con gli scalini che portano all’entrata della Chiesa. Sugli scalini ci siamo fatti la fotografia.

Al ritorno eravamo un po’ stanchi perché Melfi è una città con tante salite e discese ma ci siamo ripresi con un pranzo buonissimo.

Alle 14:15 abbiamo disputato le olimpiadi giocando a palla-quadrata.

Nel pomeriggio c’è stata la Lectio Divina.

Ma prima don Michele ci ha spiegato che cosa sono i Salmi. Esse sono preghiere di lode e ringraziamento a Dio scritte sotto forma di composizioni poetiche. Sono raccolti nel libro della Bibbia dei Salmi o del Salterio.

La Lectio Divina è un modo di pregare il Signore che consiste in varie fasi. La prima fase è quella dell’invocazione dello Spirito Santo dove ognuno si deve rilassare e fare in modo che lo Spirito scenda su di se; viene poi la fase di lettura della Parola del Signore. Si fa prima una lettura personale per cogliere le parole o frasi che più ti hanno colpito di quel brano del Vangelo, poi si fa una lettura comunitaria. A questo punto il sacerdote, ossia don Pino, spiega cosa significa il brano letto. Il Vangelo è molto bello perché ogni frase, ogni cosa che Gesù dice e fa ha un significato che va ben spiegato perché in alcuni passi è difficile interpretare bene la Parola. Ma su questo don Pino è molto bravo e infatti ogni spiegazione era un momento bello per noi.

Dopo si fa il deserto. Il deserto è molto importante perché è un momento di meditazione sulla Parola e sulla spiegazione del sacerdote dove ciascuno si mette in comunicazione con Dio per ascoltare cosa Egli ci vuole far capire. Questo si fa appunto creando il deserto fuori e dentro di te, stando quindi da soli e in profondo silenzio.

Negli ultimi minuti del deserto c’è poi il momento dello scrivere una preghiera in base a ciò che hai meditato.

La Lectio continua ancora con il momento di condivisione che consiste appunto, come è scritto prima, nel condividere con gli altri della squadra ciò che si medita nel deserto. Infine la Lectio si conclude con l’azione, cioè il mettere in pratica nel quotidiano, nella realtà quello che s’impara nell’ascolto della Parola e nella meditazione.

Dopo i Vespri si era messo a piovere; ma noi non avremmo mai rinunciato alla partita di calcio in notturna che alle 20:00 avremmo dovuto giocare. Tanto che a quell’ora non pioveva più e allora ci siamo recati tutti nel campetto di calcetto illuminato dai riflettori per giocare a pallone. E’ stato davvero bello giocare a calcetto di sera con le luci accese.

Mentre giocavamo a calcetto don Pino, don Michele, Lucia e Concetta hanno preparato per noi una bellissima cena. Infatti, alla fine della partita dopo esserci preparati ci siamo radunati nel cortile interno del convento dove abbiamo cenato al lume di candela con pizza, panzerotti e un po’ di musica.

Dopo la cena, sempre nel cortile abbiamo celebrato la liturgia delle stelle completamente al buio. Per leggere sul libretto le parole per la preghiera abbiamo utilizzato le torce che ci siamo portati da casa. Le abbiamo poi spente quando siamo ognuno di noi ha acceso una propria candela.

Dopo la liturgia non abbiamo celebrato la compieta perché si era fatto tardi. Così siamo andati direttamente a dormire.

Lunedì 6 la giornata incomincia, come tutti i giorni, con le lodi del mattino alle 8:30. Dopo ovviamente siamo andati a fare colazione nel refettorio e nella mattinata, anziché nel pomeriggio, c’è stata la Lectio Divina. La lettura del giorno è stata tratta dagli atti degli apostoli e parlava di come vivevano le prime comunità cristiane perché nel tema “Beato il Popolo Scelto dal Signore” oggi abbiamo parlato del popolo.

Il popolo del Signore è quel popolo che vive secondo gli insegnamenti di Gesù Cristo, che vive nella povertà, che prega insieme e che mette tutto in comune affinchè a nessuna persona manchi il necessario per vivere. Abbiamo quindi parlato e meditato del tema della Chiesa intesa come Comunità di Cristiani.

Dopo un po’ d’intervallo abbiamo quindi condiviso in squadre ciò che abbiamo prodotto nel deserto.

Alla fine della Lectio ci siamo rilassati un po’ e poi siamo ritornati davanti al sagrato della Chiesa (dove abbiamo sempre svolto la Lectio ogni giorno) per ascoltare don Pino che ci ha parlato dell’identità del ministrante leggendo ciò che è scritto sullo statuto dell’associazione. Da quest’anno, infatti, noi ministranti salesiani del “Sacro Cuore di Gesù” di Foggia siamo riconosciuti, con un decreto firmato dal vescovo, come associazione. E, pertanto, abbiamo uno statuto che riporta tutte le regole dell’associazione.

Ciò che abbiamo imparato è che la nostra associazione è un gruppo di cristiani ed è istituita per offrire un adeguato servizio all’altare e per l’animazione dei gruppi degli aspiranti ministranti.

Alla fine di questa mattinata molto intensa siamo andati a pranzare e poi abbiamo giocato a pallone nel campetto di calcetto nel momento delle olimpiadi.

Nel pomeriggio ci siamo radunati in Chiesa per ascoltare don Michele che ha spiegato che cos’è l’Adorazione Eucaristica. Essa è un momento di lode e di contemplazione di Gesù sacramentato e in essa devono quindi prevalere i momenti di silenzio ai momenti di preghiera. Nella liturgia dell’Adorazione c’è sempre la Parola di Dio e il brano che si sceglie è un brano inerente al contesto dell’adorazione.

Martedì 7 ci siamo alzati come sempre alle 8:00 per celebrare le lodi mattutine alle 8:30. Poi ci siamo riuniti nel refettorio per fare colazione ed esattamente come il giorno precedente, nella mattinata abbiamo pregato con la Lectio. Il Vangelo di Luca che don Pino ha scelto riguardava la scelta che Gesù fa chiamando i primi discepoli e parla di Simon Pietro ed altri discepoli che durante la notte non avevano preso nessun pesce, ma quando Gesù dice loro di gettare le reti loro non diffidano e così prendono un’enorme quantità di pesci. Questa è la scelta che il Signore fa ad ognuno di noi: fidarsi e amare il Signore Gesù.

Poi è venuto il momento di deserto e della condivisione dove ciascuno espone le sue idee e anche martedì, prima del pranzo, abbiamo parlato dell’essere ministrante, in particolare dell’identità del ministrante. Noi ministranti infatti crediamo che il servizio all’altare ci aiuti ad ragazzi felici ci aiuti a comprendere qual è la chiamata che il Signore ci fa nella vita.

Dopo pranzo abbiamo disputato le ultime olimpiadi del campo giocando sempre a calcetto.

Durante questo giorno e il giorno dopo, ossia l’ultimo, don Pino ha chiamato ognuno di noi per avere un colloquio personale con ciascuno di noi ragazzi.

Nel pomeriggio, all’interno della Chiesa, don Michele ci ha spiegato che cos’è la Celebrazione Liturgica dell’Eucaristia, ossia la Messa. Essa non è un semplice ricordo dell’ultima cena, della passione, della morte e della risurrezione del Nostro Signore Gesù Cristo, ma è un rivivere in modo non cruento ciò che accadde nelle ultime ore della sua vita a Gesù.

Dopodichè, nel tardo pomeriggio, al posto del Vespro abbiamo celebrato, nel cortile interno del convento, la Liturgia Penitenziale. Abbiamo dapprima pregato e poi, come nella Lectio, c’è stato un momento di deserto in cui ciascuno ha un profondo esame di coscienza. Questo tipo particolare di deserto si chiama Romitaggio.

Dopo il romitaggio quindi, ognuno di noi si è confessato secondo l’esame di coscienza che aveva fatto.

Alla sera abbiamo cenato e poi, armati di torcia e penna, siamo usciti fuori dal convento per partecipare alla caccia al tesoro notturna in cui le due squadre si sono affrontate. Il tesoro si trovava vicino al luogo che rappresentava la decima stazione della passione di Cristo, lungo la stradina che dal Monte Tabor porta direttamente alla città. La caccia al tesoro è stata vinta dai “Tamburrini Pio Pio”, ma in compenso gli “S.M.S.” hanno vinto tre partite contro una nelle olimpiadi che venivano disputate il pomeriggio.

Comunque, al di là dei vincitori e dei vinti ci siamo divertiti moltissimo tutti quanti.

Poi c’è stata la verifica.

Dopo la caccia al tesoro abbiamo celebrato, come ministranti, la liturgia dell’Adorazione Eucaristica in cui abbiamo anche fatto una piccola processione lungo il piazzale della Chiesa. L’Adorazione Eucaristica comunitaria si è conclusa alle ore 00:30. Dopo, per chi se la sentiva, si poteva fare durante la notte a turni un’ora di Adorazione Eucaristica personale. In questa adorazione ognuno di noi ha meditato sul proprio Progetto di Vita, ossia che cosa intendi fare nel corso del nuovo anno liturgico, alla fine del campo, per vivere secondo il modello di Dio.

Inoltre, durante la notte fra il quarto e l’ultimo giorno, in contemporanea quindi con l’Adorazione Eucaristica personale, si è riunito nella biblioteca del convento il consiglio dell’associazione che ha deciso l’ammissione o meno al noviziato dei quattro prenovizi aspiranti ministranti. Il noviziato è il periodo di quattro mesi che inizia alla fine del campo-scuola e termina il 6 gennaio e che forma i novizi che intendono fare la Vestizione, ossia diventare ministranti a tutti gli effetti, il giorno dell’Epifania.

Mercoledì 8 settembre, ultimo giorno del campo, ci siamo alzati alle 7:30, abbiamo preparato le valigie e poi abbiamo celebrato le lodi alle ore 8:00.

Poi ovviamente abbiamo fatto la colazione e nella mattinata abbiamo celebrato la Lectio Divina. La Parola del Signore di quest’ultima Lectio è tratta dal Vangelo di Luca e parla delle condizioni per seguire ed essere quindi discepolo di Gesù. Nel tema “Beato il Popolo Scelto dal Signore” in quest’ultimo giorno abbiamo parlato dell’ultimo sotto-tema del campo, ossia della beatitudine e della santità del popolo di Dio.

Il popolo di Dio è santo perché ciascuno dei membri lo segue portando la propria croce; ogni persona del popolo di Dio ama il Signore più della sua famiglia, dei suoi parenti, dei suoi amici e perfino più di se stesso; e, inoltre, i membri del popolo del Signore rinunciano a tutto quello che possiedono. Solo così si può essere discepoli del Signore.

Dopo il momento di deserto abbiamo indossato la veste (alba liturgica per i ministranti e tarcisiana per gli aspiranti) e ci siamo recati in Chiesa per preparare e poi partecipare alla Messa a cui noi ministranti insieme a Lucia e Concetta siamo stati l’assemblea. Ciò che abbiamo meditato nel deserto è stato oggetto di condivisione non in squadre ma tutti insieme durante l’omelia che è stata appunto formata dalle nostre riflessioni. Verso la fine della celebrazione ognuno di noi ha consegnato il proprio progetto di vita.

Al termine della Messa, con don Pino davanti al sagrato della Chiesa, abbiamo parlato ancora sulle regole dell’associazione leggendo lo statuto. In particolare abbiamo parlato delle modalità con cui si riceve la Vestizione.

Dopo pranzo abbiamo caricato le valigie sulle automobili dei genitori che ringraziamo di essere venuti a prenderci e siamo partiti per Monticchio. Una volta arrivati abbiamo fatto merenda mangiando pizza e panini e abbiamo ammirato il panorama del lago piccolo. Abbiamo poi celebrato il Vespro finale del campo e infine il presidente dell’associazione (Matteo) ha tenuto un discorso di fine campo.

Al termine di questo siamo ripartiti per Foggia.

L’esperienza di questo campo-scuola è stata bellissima e sicuramente la ripeteremo l’anno prossimo.

 

I cronisti

Alessandro Corso

Ermanno Petrone

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